L’INPS verso la riduzione dei servizi diffusi sul territorio. Nota della Cisl FP di Cagliari

Il Segretario generale della Cisl FP di Cagliari, in un documento indirizzato al Sindaco della Città, al Presidente della Città Metropolitana e alla Stampa, esprime la propria posizione.

Con la pubblicazione della circolare n.96 dello scorso 21 settembre, di recepimento della determinazione presidenziale n. 52 del 16 maggio 2018, l’INPS ha dato il via all’attivazione del processo di riorganizzazione territoriale sulla base dei nuovi parametri richiesti per l’istituzione ed il mantenimento delle agenzie ed ha definito le procedure per l’apertura, la trasformazione o la chiusura delle stesse.

Al di là dei tecnicismi legati ai nuovi parametri individuati (popolazione residente, personale assegnato e tasso di ipercopertura sul territorio da parte dell’Istituto), la circolare prevede che entro il 15 ottobre p.v. i Direttori regionali ed i Direttori di coordinamento metropolitano dovranno trasmettere alla Direzione generale una relazione riguardante le agenzie territoriali dei territori di riferimento, indicando situazioni che eventualmente “presentino di norma due parametri difformi rispetto a quelli stabiliti dall’articolo 2, comma 1, del Regolamento in questione” formulando proposte consequenziali.

Una tale soluzione, gravosa per molti territori italiani, risulta assolutamente inaccettabile per Cagliari e per la Sardegna, le cui caratteristiche orografiche del territorio, le carenze infrastrutturali della rete viaria e ferroviaria, l’età media della popolazione, tra le più elevate d’Italia, il basso tasso di scolarizzazione, rendono necessaria, anche più che altrove, la prossimità territoriale dell’Istituto alla cittadinanza.

Nello specifico, per quanto riguarda la Città metropolitana di Cagliari, composta dal comune capoluogo e da altri 16 comuni, è bene evidenziare come più di un quarto della popolazione dell’intera regione, che presenta una popolazione complessiva di circa 1.650.000 abitanti, insista su di essa.

Sulla base dei parametri indicati nella circolare, l’Istituto nella regione dovrebbe procedere con la chiusura di ben undici agenzie, di cui almeno tre nella sola ex provincia di Cagliari/Area Metropolitana.

E’ evidente che una tale soluzione andrebbe ulteriormente a penalizzare i cittadini, con ricadute negative sui servizi e sulle già precarie condizioni di chi si troverà costretto a dover effettuare gravosi spostamenti per accedere negli uffici che rimarranno attivi, e che peraltro risulteranno particolarmente congestionati.

Una tale situazione denota una ulteriore grave miopia nella gestione della presenza delle articolazioni dello Stato nei territori, che non tiene conto della composizione socio economica degli stessi e delle fasce più deboli e bisognose della popolazione.

Alla già preoccupante carenza di risorse umane, peraltro non colmata, pur essendocene le condizioni, sia dall’attivazione della mobilità interenti che da nuove assunzioni per concorso pubblico, si accompagnerà un ulteriore danno per la cittadinanza, che vedrà ulteriormente compromessi i propri diritti.

E’ bene ricordare che l’Inps, negli ultimi quindici anni, a fronte dell’aumento costante delle competenze affidategli, in materia di ammortizzatori sociali, di invalidità civile e quant’altro, ha subito un fortissimo depauperamento delle risorse umane che, con il blocco del turn over e l’aumento dell’età pensionabile hanno definito un quadro preoccupante.

L’età media del personale è di ben oltre i 56 anni di età, con picchi di circa 60 anni per alcune categorie di dipendenti e il numero degli addetti è in caduta libera, attestandosi a livello regionale a meno di 800 unità, con una perdita media di svariate decine di unità all’anno per pensionamento.

Di queste, solo circa 300 unità prestano servizio nelle strutture operative esistenti nell’Area Metropolitana di Cagliari e nella Provincia del Sud Sardegna, ricomprendente le vecchie provincie di Cagliari, di Carbonia/Iglesias e del Medio Campidano, serventi poco meno della metà dell’intera popolazione sarda e gestiscono però circa il 50% dell’intero volume delle attività dell’Inps in Sardegna.

Inoltre, i provvedimenti allo studio del Governo, tesi alla rivisitazione della “Legge Fornero”, peraltro auspicabili e condivisibili per molteplici e diverse ragioni, andrebbero a determinare una vera e propria emorragia di personale che pregiudicherebbe ulteriormente l’erogazione dei servizi, con risultati devastanti per tantissime strutture Inps in ambito regionale, oltre che della provincia del Sud Sardegna e dell’Area Metropolitana, aggravando ancor di più gli effetti dei recenti provvedimenti di riassetto territoriale dell’Istituto.

Noi chiediamo con veemenza che la politica del territorio faccia fortemente valere le nostre rivendicazioni a tutela della cittadinanza e dei lavoratori dell’Istituto, con interventi efficaci e di natura strutturale, al fine di scongiurare, nel medio e lungo periodo e non solo nell’immediato, un ulteriore grave pregiudizio per la popolazione, ed evitare in tal modo l’ennesimo taglio dei servizi pubblici nella nostra realtà provinciale e regionale.

 

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